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Lo sviluppo relazionale del bambino dalla nascita a 3 anni

bimbi che giocano

Durante i primi anni di vita il bambino apprende non solo il codice linguistico per comunicare con il mondo esterno, ma impara anche quali comportamenti sono più appropriati nelle relazioni sociali. Fin dalle prime settimane di vita attraverso il pianto, il sorriso ed infine i vocalizzi, il neonato esprime le sue necessità al fine di evocare una risposta dalle persone che lo accudiscono. (altro…)

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Lo sviluppo del bambino da 12 a 36 mesi

 

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12 – 24 MESI

Il bambino inizia a muovere i primi passi acquisendo giorno dopo giorno maggiore stabilità ed equilibrio.

In questa fase possono comparire i primi capricci intesi come una lotta interna su ciò che vorrebbe fare e ciò che non può fare.

Intorno all’anno e mezzo inizia la fase del gioco simbolico attraverso il quale il bambino “fa finta di…” e lo utilizza per rappresentare situazioni ed oggetti che non sono presenti ma che li ha vissuti o sperimentati.

Il gioco parallelo: i bambini di questa età non “giocano insieme” ma, anche senza guardarsi direttamente, imitano il gioco del bambino di fianco.

Il secondo anno è il momento giusto per socializzare inteso come imparare molto di più dagli altri bambini che dagli adulti.

Il sonno diventa più tranquillo. Gli eventuali risvegli notturni avverranno in situazioni di stress o dopo una giornata ricca di novità.

Il bambino riesce a riconoscersi allo specchio.

 

regole-bambini

24 – 36 MESI

 

In questo periodo si possono manifestare i “terrori notturni” ovvero risvegli improvvisi, associati ad urla o pianti, in cui il bambino appare molto turbato e non facilmente consolabile.

Alla fine del secondo anno il bambino sarà pronto per l’utilizzo del vasino (vedi come togliere il pannolino).

Inizia la fase dei cosiddetti “terribili due anni

Morsi, schiaffi,graffi

Qualsiasi cosa si contrappone al suo percorso esplorativo (che sia un oggetto, un altro bambino, i genitori ecc) crea una forte frustrazione che il bambino non sa gestire. Ecco che i morsi, ma anche i graffi e gli schiaffi, diventano uno sfogo a questa sua rabbia incontrollata.

L’opposizione

E’ una fase di crescita del tutto normale, rientrano, infatti, tra le tappe evolutive obbligate che conducono all’indipendenza.

  • Dare poche e chiare regole

  • Parlare di emozioni

  • Fornire due alternative

  • Lasciare tempo e spazio per esplorare e crescere

  • Disapprovare i suoi comportamenti e non lui

Lo sviluppo del bambino da 0 a 12 mesi

Quando i neo genitori tengono tra le braccia il loro piccolo spesso si chiedono a quanti mesi inizierà a gattonare, camminare, parlare ecc. Di seguito vengono illustrate alcune tappe della crescita che, nell’arco temporale indicato, i bambini raggiungono. Mi sembra doveroso ribadire che queste finestre temporali sono indicative in quanto se un bambino a 12 mesi non cammina ancora, è prematuro preoccuparsi e pensare che ci sia necessariamente un ritardo nello sviluppo. Non dimentichiamo di osservare i nostri bambini, senza continui paragoni con i loro coetanei, ma  apprezziamo e valorizziamo la loro “unicità” .

Buona lettura!

NEONATO3

0 – 3 MESI

Il pianto, nelle varie modulazioni, è il sistema di comunicazione con cui il neonato interagisce con l’ambiente circostante.

Attraverso il pianto il neonato esprimerà: noia, fame, stanchezza, dolore, senso di disagio e tensione

La conoscenza dell’ambiente avviene prevalentemente utilizzando il tatto e il gusto (motivo per cui i bambini mettono tutto in bocca).

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3 – 6 MESI

Si assiste ad uno slancio di interesse verso il mondo esterno, questo può comportare delle difficoltà durante l’allattamento(infatti il bambino si distrae facilmente e non rimane a lungo attaccato al seno/biberon)

Il linguaggio

  • 3 Mesi: il bambino sente i propri suoni e per gioco ed imitazione li riproduce

  • 5 Mesi: ride ad alta voce e grida per attirare l’attenzione

  • 6 Mesi: inizia la “lallazione”cioè ripete sillabe semplici( ma- ma-, pa-pa)

A 3 mesi e 6 mesi la maggior parte dei bambini vanno incontro ai cosiddetti “picchi di crescita”. In queste fasi c’è un’accelerazione della crescita con aumento della massa corporea per cui il bambino potrebbe risultare più irrequieto e affamato. In genere nel giro di 2-3 giorni il bambino ritrova il suo ritmo

Neonato-sei-mesi

6 – 9 MESI

A 7- 8 mesi: il processo di attaccamento è completo. Il bambino rivolge continuamente le sue richieste a una sola persona e lo dimostra in due modi:

1) compare la paura dell’ottavo mese(o dell’estraneo) per cui il bambino piange se viene preso in braccio da persone a lui sconosciute;

2) il bambino usa come base sicura la persona a cui è attaccato per affrontare situazioni nuove guardandola in volto per verificarne le espressioni. Infatti è capace di leggere nel volto della madre se la nuova situazione è positiva o negativa.

Inizia a gattonare/strisciare/rotolare e a stare seduto. La conseguenza sarà che in questo periodo il sonno potrebbe farsi più agitato: di notte cercherà infatti di muoversi e ripetere ciò che ha imparato durante il giorno.

Compare “la permanenza dell’oggetto”. Il gioco del cucù diventa utile per fare capire al bambino che la mamma non “scompare” quando non è più nel suo campo visivo e abituarlo all’andare e venire delle persone.

Inizia la fase dello svezzamento.

gattonare

9 – 12 MESI

Comprende frasi semplici e associa il nome all’oggetto o alla persona e comprendo molte parole anche se non sa ripeterle

Ha bisogno di fare da solo: la casa va predisposta a “misura di bambino”

Il bambino inizia a stare in piedi e tenuto con la mano compie i primi passi. Tutto diventa una scoperta e l’emozione cresce ad ogni nuova conquista. Quando il bambino cade piange non perchè si fa male, ma perchè l’eccitazione di stare in piedi è finita!

E’ importante in questa fase incentivare l’autonomia e mostrarsi fiduciosi nel fatto che è capace di cavarsela da solo.

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