“Un bambino può nascere solo dopo la nascita di sua madre. Prendersi cura della nascita significa prendersi cura della nascita della madre e di quella del bambino”. S. Marinopoulos

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Allattamento: come passare dal seno al biberon

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Uno degli aspetti che preoccupano le mamme che rientrano a lavoro, o che vari motivi decidono di interrompere l’allattamento al seno, è come fare accettare al bambino il biberon.

Prima di passare a descrivere in concreto come fare questo passaggio, per quanto riguarda le mamme lavoratrici il consiglio che mi sento di dare è di provare, se lo desiderano, a continuare a proporre il loro latte spremuto in precedenza e lasciarlo a disposizione di coloro che si prendono cura del bambino in sua assenza (a tale proposito vedere Istruzioni per l’estrazione, conservazione del latte materno ).

Ma vediamo alcuni consigli pratici su come possiamo aiutare il bambino ad accettare il biberon.

Partiamo dalla scelta del biberon: in commercio esistono vari tipi di tettarelle, in silicone e caucciù, provare quindi a prendere due tipi di biberon con tettarelle in materiale differente. Prendete tettarelle che abbiano la base ampia cosicchè il bambino debba aprire bene la bocca come quando prende il seno. Un’altra cosa da tenere in considerazione è il flusso di fuoriuscita del latte. Osservate se il bambino sembra essere infastidito dal flusso troppo forte o troppo lento.

Così come per l’allattamento al seno, anche quando si propone il biberon le prime volte è meglio non aspettare che il bambino sia troppo affamato. Un bambino nervoso non è ben propenso ai cambiamenti..

Un altro aspetto importante è la posizione: ci sono bambini che vogliono ricevere il biberon esattamente nella stessa pozione in cui si attaccano al seno, mentre altri preferiscono una posizione diversa. In questo caso bisogna sperimentare! Una buona soluzione potrebbe essere quella di mettere il bambino su una sdraietta davanti al genitore.

Se il bambino non si trova nella fase dell’eruzione dei denti, può essere di aiuto intiepidire la tettarella con acqua calda. Se invece il piccolo è infastidito dall’imminente arrivo dei dentini, allora meglio rinfrescare la tettarella.

Ultimo suggerimento: quando il bambino prende per le prime volte il biberon sarebbe meglio approcciarsi in maniera delicata. Questo significa ad esempio non infilare direttamente il bocca la tettarella ma avvicinarla alle labbra, fare cadere qualche goccia di latte sulla bocca e, così come per l’allattamento al seno, aspettare che il bambino apra bene la bocca lasciando che sia lui ad attaccarsi.

 

Se desideri fissare un appuntamento per una consulenza su tale argomento (a domicilio -Padova e provincia- o in studio presso la Cooperativa Crescendo)  puoi utilizzare il modulo di contatto o inviare un messaggio Whatsapp al nr 3703282962.

 

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Come favorire l’avvio dell’allattamento al seno

Come si può avviare, nel migliore dei modi, l’allattamento al seno? Cos’è importante sapere?

Innanzitutto va detto che attaccare il bambino al seno entro un’ora dalla nascita è un primo passo per favorire la montata lattea. Inoltre le poppate dovrebbero essere a richiesta (almeno nel primo mese e durante gli scatti di crescita che si verificano a 3 e 6 mesi) sia di giorno che di notte.
Il ciuccio, nei primi giorni , dovrebbe essere evitato. Successivamente sarà possibile darlo dopo ogni poppata per favorire l’addormentamento o nei momenti in cui il bambino non ha la necessità di mangiare ma non riesce a rilassarsi.(vedi anche Il ciuccio)

Con il passare dei giorni i neogenitori impareranno a riconoscere i segnali della fame.

Ecco come potrebbero presentarsi:

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Se il bimbo ha succhiato bene avrà bisogno di una pausa tra una poppata e la successiva di circa due ore, due ore e mezza. Questo favorirà una buona digestione e un buon sonno.

Se si sveglia prima potrebbe non essere fame ma avere altre necessità: bisogno di essere cambiato, caldo/freddo, bisogno di coccole ecc.

Per favorire la produzione di latte, evitare le ragadi ma soprattutto per sfamare adeguatamente il bambino è necessario che l’attacco sia corretto. In tutte le posizioni diverse in cui si allatta verificare sempre che:
– il corpo del neonato sia sempre a contatto con il vostro e il suo viso sia rivolto verso il seno;
– torace, spalle e addome siano premuti contro il vostro corpo;
– la testa del bimbo sia leggermente flessa all’indietro;
– il labbro superiore sia di fronte al capezzolo;
– al momento di attaccarsi il labbro inferiore tocchi per primo la mammella.

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Se il piccolo è un dormiglione non svegliatelo per farlo mangiare anche se dorme 4-5 ore (a meno che non sia un prematuro, non sia sottopeso o dietro precisa indicazione del pediatra o della puericultrice)

Il numero delle poppate può variare tantissimo. In media infatti un neonato può richiedere 6-8 poppate nell’arco della giornata. Se la richiesta è continua può essere un segnale di qualcosa che non va: poco latte o altre cause, comunque parlatene con un esperto.

La durata di ogni poppata può variare da bambino a bambino, cosi come lo stile con cui il bimbo si nutre. Con il passare delle settimane il bambino diventerà sempre più “competente” risultando più veloce nel poppare.

Ricordate che l’allattamento al seno è un processo che si autoalimenta: più il neonato succhia più latte dunque si formerà soprattutto nelle prime fasi.

Per finire vediamo quale sono le posizioni per allattare

Se desideri fissare un appuntamento per una consulenza su tale argomento (a domicilio -Padova e provincia- o in studio presso la Cooperativa Crescendo) puoi utilizzare il modulo di contatto o inviare un messaggio Whatsapp al nr 3703282962.

Dott.ssa Cinzia Caltabiano

Pedagogista – Educatrice Prenatale e Neonatale

Email: caltabianocinzia@gmail.com

cell: 370 3282962

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