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Parto senza dolore: l’epidurale

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Sul dibattito “epidurale si, epidurale no” circolano, soprattutto sui forum delle future mamme, informazioni non sempre corrette. Per capire dunque che cos’è l’analgesia epidurale e come si pratica vediamo la risposta del dott. Marco Venturino, direttore della divisione di anestesia e rianimazione dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano riportata sul sito ok-salute.it :

Sempre più donne scelgono l’anestesia epidurale per il parto, naturale o cesareo. La tecnica, che determina un’analgesia parziale del corpo, permette alla gestante di rimanere vigile e avvertire meno dolore nel partorire. A lungo l’epidurale non ha goduto di buona fama: si pensava che la donna potesse paralizzarsi o che potessero insorgere complicanze per il neonato. Falso. È vero, però, che come ogni pratica clinica l’epidurale non è esente da rischi.

LA PROCEDURA. Attraverso un ago si individua nella zona lombare lo spazio epidurale, la parte più esterna che avvolge il midollo spinale, dove si trovano le fibre nervose. Qui si posiziona un piccolo catetere, fissato alla schiena e rimosso dopo il parto naturale, attraverso il quale si somministra l’anestetico. L’iniezione si fa durante il travaglio e agisce in circa mezz’ora.

VANTAGGI. Grazie all’epidurale la partoriente può muoversi e percepire le contrazioni senza però avvertirle come dolorose. Gli anestetici utilizzati non hanno effetti sul neonato e sull’allattamento. Il bimbo può essere subito attaccato al seno. L’epidurale in travaglio è particolarmente indicata nelle donne con diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.

RISCHI. L’ematoma epidurale è raro: si verifica quando l’ago buca un vaso sanguigno e se la partoriente non ha buone capacità coagulative. Se invece viene perforata la dura madre, si potrà avere una cefalea che dura qualche giorno o si può correre il rischio di infezioni. Frequente il mal di schiena, che può protrarsi per settimane. Può succedere che l’epidurale rallenti le spinte durante il travaglio: in questo caso si ricorrerà al forcipe o alla ventosa o al cesareo. Molto rari i danni neurologici permanenti.

CONTROINDICAZIONI. L’epidurale non si può fare in caso di patologie della coagulazione, assunzione di farmaci anticoagulanti o infezioni nella regione della schiena.

PARTO CESAREO. Questi i vantaggi dell’epidurale: la quantità di anestetici usati è minore rispetto all’anestesia generale, le condizioni del bambino alla nascita sono migliori, si può allattare da subito e si ha una buona ripresa post operatoria. Se il cesareo è urgente, è probabile che non ci sia tempo per aspettare che l’epidurale faccia effetto: si farà un altro tipo di anestesia, per esempio la subaracnoidea, simile all’epidurale ma più rapida. I rischi generali, per il cesareo, sono gli stessi che per il parto naturale.

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