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Quando il bambino dice le parolacce

Il nostro parolacce bambino ha iniziato a parlare sempre meglio, ad esprimersi in maniera sempre più precisa e chiara, ma ecco che quando meno te lo aspetti arriva…. la parolaccia!!

 

Ma cos’è successo al nostro pargolo?

Quando il bambino è in piena fase di apprendimento della lingua assorbe e ripete tutte le espressioni che sente dagli adulti e da altri bambini ed inevitabilmente capiterà che senta qualcuno pronunciare qualche parola poco opportuna.

Ma come comportarsi in questi momenti e come fare capire che non è un modo corretto/educato di esprimersi?

Va innanzitutto ribadito un aspetto importantissimo più volte citato: i bambini assorbono tutto quello che succede intorno a loro. L’imitazione è un’aspetto fondamentale nella vita di un bambino per cui facciamo attenzione al linguaggio che usiamo in casa. Stesso discorso va fatto per il nido e scuola dell’infanzia in cui le maestre devono arginare il prima possibile il sorgere di un linguaggio poco opportuno.

Un altro elemento importantissimo sarà la vostra reazione: se reagirete in modo molto concitato (sia che siano risate o rimproveri) il bambino tenderà a mettervi alla prova per capire se dire parolacce è un modo per avere la vostra attenzione.

Con i più grandicelli (4/5 anni) potete ragionare sul significato della parola: superate l’eventuale imbarazzo e fate capire loro quanto sia scortese e fuori luogo usare certi termini.

Infine uno stratagemma che si rivela molto utile è quello di sostituire la parolaccia con un termine accattivante/buffo e magari inventato insieme che ben si addica al contesto.

La disciplina consapevole

regole

Di recente ho avuto modo di leggere il libro “Il linguaggio segreto dei bambini” di Tracy Hogg.

Ho trovato molto interessante la parte del testo in cui si parla di “disciplina consapevole”. Ma di cosa si tratta?

La disciplina consapevole riguarda la capacità di creare delle routine per il bambino e di stabilire dei limiti che lo facciano sentire sicuro.
Fa sì che il bambino sappia dunque cosa aspettarsi e che cosa ci si aspetta da lui.
Gli insegna a capire che cosa sia giusto e cosa sia sbagliato e ad obbedire a certe regole.
Attenzione! Dare delle regole non significa punire fisicamente, minacciare ecc. ma significa stabilire delle strutture esterne (confini) all’interno delle quali i bambini devono stare aiutandoli così a sviluppare l’autocontrollo.

L’autrice continua elencando i punti fondamentali per attuare una disciplina consapevole:

1) Siate consapevoli dei vostri confini e stabilite delle regole

2) Prestate attenzione al vostro comportamento per capire cosa state insegnando ai vostri figli

3) Ascoltate quello che dite per essere certi di essere voi, e non il bambino, ad avere il controllo

4) Ogni volta che è possibile pianificate in anticipo: evitate gli ambienti o le circostanze che creano difficoltà

5) Vedete le cose con gli occhi di vostro figlio

6) Scegliete le vostre battaglie

7) Proponete scelte precise

8) Non abbiate paura di dire “no”

9) Bloccate sul nascere i comportamenti indesiderabili

10) Lodate il buon comportamento, correggete o ignorate quello sbagliato

11) Non affidatevi alle punizioni fisiche

12) Ricordate che cedere non significa amare

Tratto da “IL linguaggio segreto dei bambini” di T. Hogg

ed. Oscar Mondadori

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