Consulenza educativa per futuri e neogenitori

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Touchpoints come strumento a supporto dei neogenitori

genitori-neonato

Un aspetto importante su cui un professionista che si occupa di sostegno ai neogenitori basa il suo lavoro, è sicuramente quella di creare delle facilitazioni nei rapporti genitori-bambino. Queste facilitazioni consistono soprattutto nello “spiegare ” alla neomamma e al neopapà le fasi di sviluppo del bambino e come si manifestano aiutandoli a leggerne il significato.
E’ infatti di fronte alla necessità di affrontare nuovi scatti evolutivi, che i neogenitori si trovano spesso in difficoltà.
L’approccio che personalmente utilizzo con i neogneitori si basa sul concetto di Touchpoin sviluppato dal professore T. Berry Brazelton, pediatra e psichiatra infantile.
Ma cosa sono i touchpoints?
Per spiegare questo approccio occorre una premessa. Nessuna linea evolutiva nel bambino ha una progressione lineare. Lo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo procedono per scatti. L’aspetto importante di questo evoluzione è che prima di ogni “balzo” in avanti dello sviluppo c’è un periodo breve, ma prevedibile, di disorganizzazione nel bambino.
Infatti ogni nuova acquisizione ha un “costo” pagato spesso con una transitoria regressione del bambino. Per esempio: imparare a camminare è per il piccolo un momento complesso, non solo dal  punto di vista motorio, ma anche emotivo: sperimenta infatti la paura di staccarsi, l’eccitazione di riuscire, la possibilità di esplorare l’ambiente circostante con le sue meraviglie e i suoi pericoli. Quasi sempre di fronte a queste difficoltà il bambino regredisce in comportamenti che si ritenevano già superati, per  esempio non è più capace di addormentarsi da solo o di passare dal sonno profondo al sonno  leggero senza cercare l’aiuto dell’adulto.
I genitori, sconcertati dal cambiamento del bambino, si trovano in difficoltà e non sanno come agire.  In questo caso un professionista competente può fornire l’aiuto per gestire la situazione. Fornendo una guida anticipatoria, attraverso incontri mirati, è possibile fare vedere alla mamma e al papà questi cambiamenti da una nuova prospettiva, tanto da risultare sufficiente a mettere in moto diversamente le loro risorse. Ed è anche questo aspetto tra i più importanti: il genitore non vive l’intervento come attore “passivo” ma come protagonista attivo. Viene infatti risaltato come ogni genitore ha dei punti di forza e delle competenze che lo spingono a fare sempre il meglio per il proprio figlio.

Con questo approccio si ha dunque la possibilità di fornire un reale sostegno alla  genitorialità oltre ad essere efficace nel mitigare le situazioni di stress all’interno della famiglia stessa.

Se desideri contattarmi per una consulenza su tale argomento puoi compilare il modulo di contatto. Fisseremo un appuntamento a domicilio (zona Padova e Alta padovana) in cui potremo parlare delle possibili strategie da adottare nelle varie fasi di crescita.

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L’importanza di osservare il bambino per crescere come genitore

bambino“Come posso capire quando sono un buon genitore e quando invece non lo sono? L’unico modo veramente sicuro consiste nell’osservare il neonato. Soltanto il bambino – non un medico oppure un libro – possono dirvi se siete sulla strada giusta. Quando non lo sarete, dovrete trarre insegnamento dagli errori commessi e così non avrete perso nulla nel percorso del vostro adattamento alla nuova vita. Da quello che vedo nel mio lavoro, il compito di un medico (o di un’infermiera), è quello di mettere in guardia i genitori sulle varie fasi dello sviluppo del loro bambino che potrebbero creare dubbi ed incertezze. Anticipare questi tempi offre ai genitori la possibilità di fare autonomamente delle scelte adeguate”

Tratto da: “Il bambino da zero a tre anni” di T.Berry Brazelton

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